Impunità e Anonimato dei Criminali, queste sono le garanzie fondamentali che il benigno sovrano Silvio l’Impedito (colpevole prescritto, non assolto, in numerosi processi) vorrebbe inserite in questa Costituzione Infernale, con cui è veramente difficile delinquere e magari, se avanza del tempo, governare.

Il Pdl, fedele al suo burattinaio, ha fatto eroicamente quadrato, annichilendo la titubante opposizione interna dei finiani, impegnati nell’ingenuo tentativo di impedire la cancellazione della Giustizia dalla lista dei Valori della Destra italiana.
Il dignitoso progetto di Generazione Italia, nuova creatura politica di Destra e non, sembra strano dirlo, di Berlusconi, pare frantumarsi come un giocattolo male assemblato sotto i colpi della Fiducia governativa, pronta ad imporsi sulla Camera presieduta dal Detronizzato, il Compagno Fini, reo di aver stupidamente valorizzato la legalità nel partito col più alto numero di pregiudicati al mondo.

La Lega tace, i nordici Paladini della Sicurezza, quei biondi celti che brandivano i fucili scandendo paroloni come “Tolleranza Zero” e “Ronde subito” rimangono stranamente quieti e silenziosi mentre il Ddl Intercettazioni da nuove possibilità ai criminali di farla franca.
Bossi, la Mummia Padana, quel mastino sbavante che incitava i suoi ad agitare sinistri cappi da impiccagione in Parlamento contro i corrotti della Prima Repubblica, di cui lui, peraltro, fa parte per essersi fatto pagare tangenti, pare ormai un triste randagio castrato, capace solo di guaire invocando un Federalismo mitologico, vanificato ancora una volta dai tagli di 24 miliardi agli enti locali della nuova Manovra Economica.
Quanto al Trota, lo Scemo del Villaggio Padano sarà troppo impegnato a spassarsela con la collega ed ex velina Nicole Minetti, igienista dentale di Silvio eletta al Consiglio Regionale per “aver fatto tornare il sorriso al premier”, non si capisce ancora se sopra o sotto la cintura.

E’ la resa totale di tutto il Centrodestra all’isteria delinquenziale di Berelusconi, nessuna resistenza, nessuna barricata, i giullari della Corte dell’Impedito hanno chinato il capo ubbidienti, più che disposti ad offrire i numerosi elettori come vittime dei tanti criminali favoriti dalla legge.
Finalmente verrà evitato al premier l’imbarazzo di vedere pubblicate sui giornali le conversazioni che tanto l’hanno reso amato in questi anni: quelle in cui rassicura Bettino Craxi l’Africano riguardo le accuse legittime rivoltegli da Indro Montanelli sul Giornale, quelle in cui con Marcellino Dell’Utri se la ride ripensando alle marachelle del loro comune eroe Vittorio Mangano, mafioso pluriomicida, quelle in cui cerca di piazzare alla Rai qualche valletta per compiacere qualche senatore pronto a tradire il Governo Prodi, quelle in cui si lamenta con il direttore dell’Agcom di come non vorrebbe più vedere quei brutti ceffi di Santoro, Travaglio e Di Pietro alla televisione pubblica, ecc, ecc…
Con un po’ di fortuna si concluderà anche l’interminabile carrellata di sputtanamenti che coinvolgono i fedeli ciambellani del Sultano: Scajola, vittima di compera edilizia a tradimento, Bertolaso, il Santo dell’Aquila ora indagato per corruzione, Cosentino, che dovrebbe stare chiuso in una cella per collusione con la Camorra e tanti altri.

Poche semplici norme permetteranno risultati tanto lusinghieri:
Le intercettazioni, solitamente prove principali per dimostrare la colpevolezza di un indagato, verranno permesse solo in caso di “gravi indizi di colpevolezza” e in presenza di altre prove.
Verranno permesse per un periodo di 60 giorni al termine del quale si dovrà ricorrere ogni tre giorni all’autorizzazione di un collegio di tre giudici a cui trasferire l’intero fascicolo, creando una circolazione continua e confusa di innumerevoli carte, capace di paralizzare il procedimento.
Quindi 60 giorni, un periodo un po’ breve se si pensa solo alle indagini, costellate di intercettazioni, sulla clinica di macellai Santa Rita, che prescriveva false operazioni per lucrare sui pazienti, e sulla Cricca degli appalti, durate rispettivamente uno e due anni.
Le indagini per mafia e terrorismo saranno permesse per “sufficienti indizi di reato” per 60 giorni. Molto generoso, confidando che i mafiosi in caso di omicidio, vandalismo, estorsione o rapimento lascino cortesemente scritto “atto mafioso”, per promuovere i crimini d’autore e ostacolare la diffusione di imitazioni.
Quanto alle intercettazioni ambientali, verranno permesse solo in luogo pubblico, quindi si prega di mettere nei parchi, nei comuni, nelle piscine un apposito cartello con scritto “prego, delinquere qui”, se non si capisce.

Inquietante…
Ma nessun problema, le molte Pecore della Libertà, troppo concentrate sul Mondiale, sono pronte a belare entusiaste e farsi massacrare ubbidienti dai Lupi lasciati a piede libero dal loro Sultano.
Benvenuti nel Mal Paese d’Italia, l’unica nazione dove i ladri prosperano e le Guardie le prendono sempre…

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