Sono Carlo Mazzoleni, studente di Galbiate di 23 anni, laureato in Storia e ora frequentante il Corso di Comunicazione Pubblica e d’Impresa a Scienze Politiche, presso l’Università Statale di Milano.

Le ragioni della mia candidatura vanno ricercate non tanto nella mia volontà personale di “scendere” o “salire” in politica, quanto piuttosto dall’evidenza dello stato delle cose in Lombardia.
La nostra è una Regione produttiva e ricca di eccellenze, ma dall’inizio di questa crisi economica nel 2008 ha cominciato ad accumulare i pericolosi presupposti di un futuro declino.
La classe dirigente lombarda in particolare, formatasi in venti anni di dominio di Roberto Formigoni e che ora torna alla carica dietro alle solo apparentemente diverse insegne di Roberto Maroni, si è dimostrata totalmente inadatta al compito, disperdendo le ingenti risorse ricavate dalle tasche dei lombardi in corruzione, clientelismi, sprechi e addirittura compromissioni con la criminalità organizzata.
La necessità maggiore per la Regione è dunque quella di tornare ad ispirare fiducia, assicurando ai suoi cittadini il corretto e trasparente utilizzo dei loro soldi per garantire i servizi, la salute e assistere le eccellenze produttive e culturali, senza approntare corsie preferenziali per nessuno, qualsiasi sia la sua appartenenza politica o di altro tipo. Io credo che i cittadini, attraverso la generosa partecipazione (150mila persone) slle primarie civiche regionali, abbiano trovato l’uomo adatto per questo compito: Umberto Ambrosoli. Figlio di un utentico Eroe della Società Civile e da sempre difensore della legalità, riuscirà a restituire la Regione alla comunità lombarda, strappandola al ruolo di inavvicinabile palazzo del potere ove i soldi dei cittadini venivano spartiti da un’elite bramosa e settaria e riportandola sul territorio a collaborare con le varie realtà dell’economia, della cultura e del sociale, sempre nel rispetto dell’ambiente, della salute e del diritto al lavoro dei lombardi.

Entusiasta di poter sostenere una persona di indubbio valore come Umberto Ambrosoli, anche io sono deciso a sottopormi al giudizio dei cittadini, sperando di poter fare qualcosa nel mio piccolo per poter riportare la Lombardia ad eccellere veramente e non solo nella stanca retorica leghista. Questa sfida diventa possibile grazie all’Italia dei Valori, partito di cui condivido da tempo ed appieno i principi di legalità, trasparenza e impegno civico.
Altri temi mi stanno a cuore quanto questi:
_strappare i meccanismi degli incentivi alle imprese a logiche di parte, per cui l’opacità delle assegnazioni degli appalti permette illeciti favoritismi, e restituirli a criteri di autentica meritocrazia,
_ spingere la piccola e media impresa ad organizzarsi in Associazioni in grado di essere soggetto attivo nel confronto con l’amministrazione regionale e reggere le nuove sfide del mercato investendo in ricerca e sviluppo,
_ aiutare le realtà produttive lombarde ad applicare i principi della green economy, con la conseguente espansione dell’occupazione in un settore nuovo e strategico e la riduzione dell’inquinamento atmosferico, che ci è costato salate multe a livello europeo di cui il Celeste rideva alla faccia nostra,
_ ridurre la tassazione su imprese e famiglie attraverso un taglio delle aliquote IRPEF per i redditti più bassi ed una drastica riduzione, l’ideale sarebbe l’eliminazione, dell’IRAP, una tassa folle per cui una ditta più assume più deve pagare,
_ recuperare le risorse necessarie alla riduzione della tassazione con una severa razionalizzazione dell’amministrazioni regionale e delle sue controllate, la drastica riduzione dei contributi versati ai privati, senza alcuna logica apparente che non fosse quella di rafforzare il blocco di potere ciellino in ambito sanitario e della scuola, e recuperando l’evasione fiscale,
_ valorizzare le immense potenzialità regionali nel campo della cultura, dell’arte, della musica, delle tradizioni locali e dei nostri splendidi paesaggi con incentivi volti ad assicurare la conservazione e l’implemento, secondo logiche non solo puramente conservative ma anche di valorizzazione attiva e turistica.
_ la creazione di una Comissione Antimafia che possa perseguire con forza il contrasto al sinistro tentativo di colonizzazione ddella nostra Regione da parte delle organizzazioni criminali.

Questi sono solo i principali punti che mi offro di perseguire con tutte le mie forze nel caso mi concederete la forza di portarli all’attenzione del Consiglio Regionale.
Un Consiglio Regionale che deve, soprattutto dopo gli ultimi scandali, ritrovare la sua dignità e riallacciare quel legame spezzato con i cittadini, a cominciare dai candidati a farne parte.
Mi dichiaro duqnue deciso a dimezzare uno stipendio che rappresenta un insulto per ogni nornale lavoratore (10mila euro e passa) e a rinunciare a qualsiasi ulteriore privilegio che possano accumunarmi alla vituperata Casta, responsabile di vergognosi scandali anche qui nella nostra Regione Lombardia.
Penso inoltre che le spese di funzionamento dei gruppi consiliari, che hanno portato all’accusa di oltre 80 consiglieri ed ex consiglieri per peculato, vadano assolutamente eliminate.

La politica deve tornare ad essere un servizio fatto alla cittadinanza, non la sua rapina! Rendiamo la Lombardia un esempio per tutta l’Italia!